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Grandi patrimoni: come investe chi ha più di 100 milioni

in collaborazione con We Wealth

 

I super ricchi, con un patrimonio di almeno 100 milioni di dollari, adottano un approccio particolarmente selettivo quando si parla di investimenti. Azioni e cripto fuori dai portafogli

  • Per entrare nel club dello 0,001% più ricco al mondo occorre avere un patrimonio da 100 milioni di dollari o più. Alla fine degli anni ’90 bastavano 30 milioni di dollari
  • Buscemi: “Quello che cercano di fare è preservare la loro eredità e la loro ricchezza. Puntando sui cosiddetti trophy asset”

Per entrare nel club dello 0,001% più ricco al mondo, secondo la più recente analisi di Henley & Partners, occorre avere un patrimonio da 100 milioni di dollari o più. Si tratta dei cosiddetti “centimilionari”, un club elitario che al mese di giugno 2023 contava 28.420 individui a livello globale. Distribuiti principalmente tra New York City (775 individui), Bay Area (692), Los Angeles (504), Londra (388) e Pechino (365), il loro numero è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni. La loro ricchezza proviene generalmente da quattro fonti: eredità, liquidazione di piccole e medie imprese, trading e investimenti. Ma cosa inseriscono in portafoglio?

 

Super ricchi: dove investono (o non investono)

Come dichiarato da Kevin Teng, ceo di Wrise wealth management Singapore intercettato da Cnbc, tale gruppo demografico che “incarna l’estrema ricchezza” è selettivo quando si tratta di investimenti. Per esempio, non investono in titoli quotati in Borsa, dice Salvatore Buscemi, ceo di Dandrew Partners. “In realtà non investono nemmeno in criptovalute, che ci crediate o no”, aggiunge Buscemi. “Quello che cercano di fare è preservare la loro eredità e la loro ricchezza”. Di conseguenza, i loro portafogli sono spesso caratterizzati da immobili “molto solidi e stabili”, racconta l’esperto. Si tratta dei cosiddetti trophy asset, che non solo rappresentano investimenti immobiliari di pregio, ma veri e propri gioielli architettonici e culturali. Secondo Michael Sonnenfeldt, fondatore e presidente di Tiger 21, in generale il real estate rappresenta solitamente il 27% dei loro portafogli.

 

Perché i milionari investono negli alternativi

Un’altra caratteristica dei super ricchi è che affidano generalmente la gestione del loro patrimonio a single family office, cui demandano tutto ciò che concerne eredità, bollette, carte di credito fino alle spese familiari, racconta invece Andrew Amoils, analista della società di intelligence patrimoniale New World Wealth. In più, chi ha oltre 100 milioni di dollari di patrimonio tende anche a esplorare la possibilità di acquistare partecipazioni in squadre sportive professionistiche, aggiunge Buscemi. “Si tratta di un gruppo molto, molto isolato, in cui entrare e che richiede molto più del semplice denaro”, osserva l’esperto. L’esclusività, in questo senso, fa da padrone: possedere una quota di un club sportivo rappresenta per i centimilionari un modo per “legittimare il loro status”, afferma Buscemi. Teng di Wrise ha tra l’altro notato che lo 0,001% più ricco del pianeta guarda infine con un occhio di riguardo reddito fisso, private credit e investimenti alternativi (in particolare venture capital, private equity e real asset).

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