
Autore: Banca Widiba
Data di pubblicazione: 28 agosto 2026
Il patrimonio alla prova delle nuove generazioni
Il passaggio generazionale è un tema che interessa una moltitudine di risparmiatori: secondo le stime di AIPB (Associazione Italiana Private Banking) oltre 180 miliardi di euro di patrimoni gestiti dal private banking passeranno di mano entro il 2028 e circa 300 miliardi di euro entro il 2033.
La questione fa sorgere, a chi si ritrova un patrimonio da tramandare, due domande importanti: la prima, più immediata, è: con quali strumenti gestire il trasferimento? Il consulente finanziario può essere la figura chiave per affrontare il tema e trovare le soluzioni più adeguate.
Ma un’altra domanda che le generazioni precedenti potrebbero porsi è: come verrà gestito il patrimonio dagli eredi? Perché la finanza si evolve e cambia linguaggio. Vale la pena, quindi, approfondire la risposta alla domanda concentrandosi su un nuovo approccio alla finanza, per trasmettere il valore percepito della consulenza ai risparmiatori del futuro.
Nuovo approccio alla finanza
Il trasferimento del patrimonio implica la presa di consapevolezza che i tempi cambiano e si evolvono. Il mondo di oggi è più precario e richiede nuove responsabilità. In tale scenario, i giovani potrebbero essere più esposti alla FOMO: Fear Of Missing Out, cioè la paura di restare fuori da un’opportunità. Questo a causa dell’overload informativo a cui sono abituati. L’accesso immediato agli investimenti tipico di oggi, infatti, può rappresentare un’arma a doppio taglio se non utilizzata con cautela. A tal proposito, lo studio “Trust Gap | Nuove generazioni e investimenti realizzato nel 2025 da MPS Evolving Insight e Deloitte rileva che l’83% dei giovani dichiara di aver sperimentato la FOMO in ambito finanziario.
Per questo è importante trasmettere loro il valore della conoscenza e dell’esperienza: l’importanza di rivolgersi a un professionista in situazioni in cui si è sovrastimolati da ciò che si vede, si legge o si sente.
Nuove tecnologie: il valore della relazione
Se il desiderio è quello che il proprio patrimonio continui a essere sotto la guida di una figura ritenuta esperta e competente e non venga affidato interamente alle moderne tecnologie, è importante favorire la conoscenza tra consulente ed erede.
I giovani di oggi hanno a disposizione tecnologie molto più avanzate: basti pensare allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Reperire informazioni è più facile – attraverso i canali digitali – e può sembrare più semplice costruire un portafoglio. Tuttavia l’educazione finanziaria in Italia è ancora a un livello basso: lo studio Trust Gap ripreso da Focus Risparmio mostra che il 53% dei giovani ritiene di non aver ricevuto un’educazione finanziaria adeguata e il 46% ha effettuato una scelta di investimento senza approfondire davvero l’argomento, mosso più dalla narrazione digitale. Affidarsi unicamente alle tecnologie senza un punto di riferimento per la costruzione del portafoglio potrebbe dunque essere controproducente.
Non solo: l’AI non può sostituire la relazione con il consulente. Se il desiderio è quello di tramandare tale relazione da una generazione all’altra, è importante preparare l’erede al dialogo, per esempio iniziando a coinvolgerlo durante gli appuntamenti.
Infatti, il rapporto con il proprio consulente non si trasmette in maniera automatica e la tecnologia può rappresentare un freno: agevolare la conoscenza nei tempi opportuni può creare terreno fertile per una futura relazione duratura.
Nuovi strumenti e soluzioni
Trasmettere il proprio patrimonio significa anche essere consci del fatto che le nuove generazioni hanno interessi diversi. Digital assets, criptovalute, strumenti alternativi: la gen-z ha sviluppato un particolare interesse verso questo tipo di soluzioni.
Ma non è tutto: si va in una direzione in cui l’etica assume un particolare rilievo: investimenti ESG e filantropia assumono in tal senso un ruolo non trascurabile.
Il consulente finanziario è proprio la figura a cui si può fare riferimento per bilanciare le esigenze di chi tramanda il patrimonio e chi lo riceve. Può essere la persona indicata per gestire i bisogni delle nuove generazioni nelle attuali dinamiche di mercato, in un contesto in cui la precarietà è maggiore.
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